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Published on Maggio 13th, 2010 | by Nidil_Firenze

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I canarini di Fabre e i precari di Virzì

canariniI canarini di Fabre e i precari di Virzì La notizia di martedì 11 lascia perplessi. Titola l’Unità Firenze: “Due canarini in gabbia affondano la maggioranza”. I canarini in questione sarebbero utilizzati in uno show dell’artista belga Jan Fabre nella manifestazione di Fabbrica Europa. Il PDL in Comune insorge contro il mancato rispetto dei diritti degli animali, e tirandosi dietro la sinistra verde fa approvare una mozione di condanna, creando imbarazzo in Giunta e maggioranza. Non conosco i lavori di Fabre, ma conosco un sacco di gente che tiene in casa coppie di canarini in gabbia. La mossa del Pdl è stata astuta: volevano far fare alla maggioranza la figura dei polli e ci sono perfettamente riusciti. Hanno fatto passare una discussione da bar sull’opportunità di spettacolarizzare dei volatili domestici come una questione di principio sui diritti degli animali, col risultato di creare forte imbarazzo in Giunta. Ha ragione solo in parte l’assessore alla cultura Da Empoli quando dice che “chi ha votato ha fatto facile demagogia”, perché non è una questione di demagogia. È questione di “farsi polli” per “canarini”. Se poi il capogruppo Pdl in comune di cognome fa Galli possiamo metterci tutti a cantare “nella vecchia fattoria ia-ia-oh” Ci si augura sempre di non guardare il dito ma puntare alla luna, però non si riflette mai su quale sia il dito e dove effettivamente la luna si nasconda. Manco gli animalisti dell’Ente Nazionale Protezione Animali distinguono il dito dalla luna, e vanno a protestare in massa allo show coinvolgendo anche le guardie zoofile in controlli preventivi a tutela dei canarini in gabbia. Manco l’artista si chiamasse Gatto Silvestro. (http://consiglio.selpress.com/esr_visualizza.asp?chkIm=54). Scusate il tono sarcastico… ma questa vicenda mi disturba. Capisco che la protesta abbia le sue valide ragioni, fatte di sensibilità verso gli animali che sono tutto sommato una ricchezza. A patto di però di non perdere il quadro generale della situazione. In termini proprio di sensibilità. La vera notizia infatti non riguarda i canarini in sé, né la maggioranza che va sotto in Comune né lo spiegamento di forze dell’ENPA. La vera notizia sta nel perché la storia dei due canarini in gabbia faccia notizia. Mi spiego meglio…Pensate se nella gabbia non ci fossero stati due canarini… ma… magari… Due lavoratori precari vestiti da piccioni, ad esempio, chiusi nella gabbia per tutto il tempo dell’esposizione. A 50 euro al giorno (24 ore su 24) e cibo e vivande offerte dalla benevolenza dei visitatori. Funzionerebbe come a Venezia: all’entrata dell’esposizione ci sarebbe un venditore di sementi e ciotoline d’acqua: chi vuole può acquistarle e offrirle ai piccioni. Non sarebbe stata una bella provocazione? Non saprei, ma se questo fosse stato il progetto di Fabre, secondo voi in Comune qualcuno avrebbe protestato? Secondo me non avrebbe protestato nessuno: vuoi mettere la condizione “spettacolare” di prigionia di due canarini con quella molto più redditizia di due precari? Dei precari non frega nulla a nessuno.. Infatti, quella dei canarini non è l’unica notizia che mi colpisce. Titola la Nazione del 12 maggio (oggi: http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/cronaca/2010/05/12/330894-call_center_film_frustate.shtml): “Call center da incubo, frustate e slogan, 5 arresti. I dipendenti del call center di Incisa collegato all’azienda che vendeva aspirapolvere dai finti poteri terapeutici venivano sottoposti a vessazioni varie”. E proseguendo: ” L’azienda vendeva ‘porta a porta’ aspirapolveri che venivano falsamente presentati come presidio medico chirurgico/elettromedicale anti-acaro, capace di risolvere problemi di asma ed altre malattie respiratorie. (…) I telefonisti venivano reclutati dall’azienda tramite inserzioni sui giornali, nelle quali non veniva specificato il ruolo da ricoprire, e venivano poi addestrati al loro compito.” E poi, come nel film di Virzì, si subivano i mattutini “caricamenti spirituali”, e se ottenevano pochi appuntamenti: frustate sulle gambe e umiliazioni pubbliche. Quindi, “Una volta esaurito il loro potenziale di conoscenze, i dipendenti venivano quindi licenziati. ” Ho tanti dubbi su queste notizie, ma una sola certezza: per i poveracci dei call center nessuno protesterà, nessuno presenterà mozioni da nessuna parte, finiranno ad ingrossare le fila dei disoccupati maltrattati e umiliati come quegli operai dei cantieri NCA che oggi, a Massa Carrara, cercheranno di bloccare il Giro d’Italia per ricevere un minimo di attenzione da parte di qualcuno (http://lanazione.ilsole24ore.com/massa_carrara/cronaca/2010/04/30/325596-operai_dichiarano_guerra.shtml). Un consiglio a tutti i lavoratori offesi: compratevi un costume da Titti e una gabbia abbastanza grande e chiudetevici dentro. Qualcuno si prenderà cura di voi.


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