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Published on Gennaio 12th, 2012 | by Nidil_Firenze

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Prorogata al 2012 l’una tantum per i collaboratori, ma i requisiti restano quelli vecchi e troppo restrittivi

Il decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 (il cosiddetto decreto “milleproroghe”) ha prorogato per il 2012 l’indennità una tantum per i collaboratori a progetto che hanno perso il lavoro. La norma del decreto che prevede la proroga si limita ad individuare il limite di spesa annuo di 13 milioni di euro senza modificare i requisiti di accesso e senza allargare la platea di lavoratori aventi diritto all’indennità.

Rispetto alle risorse, va infatti sottolineato che non sono stati spesi nel triennio 2009-2011 ben 165 dei 200 milioni di euro stanziati, e non si comprende pertanto perchè le risorse siano state ridotte a fronte di uno stanziamento annuale di 200 milioni. Per quanto riguarda invece i criteri di accesso alla misura permangono tutte quelle restrizioni che hanno fino ad oggi impedito alla stragrande maggioranza dei lavoratori interessati di percepire l’indennità, dato che i requisiti rimangono gli stessi già previsti, ovvero:

  • avere svolto la propria attività esclusivamente per un unico committente (la monocommittenza si riferisce all’ultimo rapporto di lavoro per il quale si è verificato l’evento di fine lavoro);
  • avere guadagnato nell’anno precedente fra i 5.000 e i 20.000 euro;
  • avere almeno 3 mesi di versamenti contributivi nella Gestione separata Inps nell’anno precedente e almeno 1 mese nell’anno in corso;
  • non avere un contratto di lavoro da almeno due mesi.

Questi requisiti di accesso così restrittivi hanno infatti determinato una situazione per cui ad ottobre 2011 su 42.550 domande soltanto 13.197 sono state accolte, determinando il non accoglimento di circa il 69% delle richieste.

NIdiL, insieme alla CGIL, chiederà come già fatto al momento del varo della misura nel 2009 di modificare in iter di approvazione del “milleproroghe” i requisiti e l’entità della misura stessa, per renderla più adeguata alle reali esigenze dei lavoratori parasubordinati, espulsi in gran numero dal ciclo produttivo negli anni della crisi.

È quindi possibile per i lavoratori che rientrano nei requisiti elencati sopra presentare domanda di indennità. Coloro che sono interessati possono recarsi direttamente presso una delle sedi territoriali di NIdiL CGIL o del patronato INCA CGIL per ricevere tutta l’assistenza necessaria.


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