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Published on Marzo 15th, 2011 | by Nidil_Firenze

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Precari alla riscossa il 9 aprile arriva la prima manifestazione generazionale della storia italiana.

Tommaso Galgani sull’Unità 13/3/2011

Precari di tutta Italia unitevi. Ci sono uno slogan («il nostro tempo è adesso»), un omonimo sito e un’omonima pagina Facebook, ma soprattutto i giovani di tutto il Belpaese che dicono: «È tempo per la nostra generazione di alzare la voce. Per dire che questo Paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente». E c’è anche una data: 9aprile, tutti in piazza a Roma. Ma anche, è l’auspicio, in altre piazze toscane e italiane.

Un’iniziativa nata dalla rete, dai movimenti, dalle associazioni. Per la prima manifestazione generazionale della Storia italiana. Il segretario metropolitano del Pd Patrizio Mecacci, 27 anni, assicura: «Il 9 aprile saremo in piazza perché i giovani italiani devono andare a prendersi il tempo che spetta loro. Questo movimento può diventare tanto grande da non fermarsi più, se sapremo farlo crescere insieme. Io personalmente e tutto il Pd fiorentino siamo a disposizione per dare tutta la mano che serve».

Tra i promotori dell’iniziativa, anche Eleonora Voltolina, 32 anni, la giornalista del libro “La repubblica degli stagisti”: «Lanciamo un sasso in uno stagno, speriamo in un grande feedback. Il concetto principale è l’urgenza. Ci muoviamo sulla rete: la rete è necessaria ma non sufficiente, serve andare in carne e ossa in piazza». E tra i promotori c’è anche Ilaria Lani, 33 anni, aretina, sindacalista della Cgil, in prima linea nella campagna “Giovani non più disposti a tutto” contro lo sfruttamento lavorativo delle nuove generazioni: «Siamo una generazione senza lavoro, diritti, condannata al precariato. La crisi è caduta perlopiù su di noi. È il momento di dire basta, ora o mai più».

Si legge nell’appello sul sito (firmato tra gli altri anche da Claudia Cucchiarato, giornalista, autrice del libro “Vivo altrove”, Francesco Brugnone, operatore di call center a Palermo, Pierpaolo Pirisi, portuale interinale della Rete precari portuali di Civitavecchia): «Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione». E ancora: «Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli». Mobilitarsi, ma adesso: perché, prima del futuro, c’è il presente.


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