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Published on Maggio 7th, 2010 | by Nidil_Firenze

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Gli scioperanti del Maggio che si fanno male da soli

giacomoSciopero e prove aperte per i lavoratori del Maggio, che manifestano così il loro apprezzamento per il Decreto Bondi sulle fondazioni liriche: la grandezza operistica ridotta a precarietà festivaliera sanremese…

Diciamo che l’anima culturale di Firenze non può prescindere dal “Maggio”, e di questo tutti ne sono consapevoli, ma le reazioni all’iniziativa degli artisti e dei tecnici sono diverse. C’è chi si prepara ad assistere alle “prove aperte” degli spettacoli, chi critica invece l’iniziativa.
Tra questi ultimi c’è il sindaco Renzi, che nello specifico invita i manifestanti a riflettere, poiché bloccare il Maggio significa farsi del male da soli. Dice: “bloccare il festival impedisce di mostrare al mondo la qualità del nostro teatro nell’unica occasione annuale in cui tutti gli occhi sono puntati su di noi.” (http://consiglio.selpress.com/esr_visualizza.asp?chkIm=23)

L’affermazione ha un senso, nella misura in cui esprime un punto di vista alternativo. Alternativo a cosa?
Ad un punto di vista opposto, ovviamente.

Ripropongo così l’affermazione di Renzi “rigirata” secondo un punto di vista uguale e contrario: “bloccare il festival consente di mostrare al mondo la qualità dell’operato politico nel promuovere la nostra cultura artistica, in una delle tante occasioni in cui gli occhi vengono chiusi di fronte ai tagli.”

Ora, bisognerà valutare quale punto di vista ritenere più “opportuno”.
Sulla base di quale criterio di valutazione?
Anche in questo caso ce ne sono due di criteri, non opposti ma complementari:
– il prestigio della città
– il prestigio del lavoro

Il sindaco, ovviamente, tende ad adottare il primo.
Facciamo così, lo adotto anch’io, il primo…
Ma non mi fermo qui.

Per avere prestigio la città deve offrire servizi di qualità. La cultura, dato che Firenze è Firenze, dovrebbe essere in cima alla lista.
Per produrre servizi di qualità occorrono competenze che vanno valorizzate, specie se si tratta di quel talento artistico (ma anche tecnico) che non si trova facilmente attraverso le agenzie interinali. Se si vogliono valorizzare le competenze non si possono svilire i diritti sociali che ne costituiscono l’ossatura.
In altre parole, bisogna sostenere il lavoratori nella loro lotta.

Viceversa, oggi ci saranno gli occhi del mondo puntati sul Maggio.
Domani gli stessi occhi osserveranno produzioni cresciute tramite il precariato e l’arrangiamento (non musicale), con grossi effetti sulla qualità.
Dopodomani gli stessi occhi saranno altrove.

Ecco perché, pur mettendomi sullo stesso piano del sindaco, e quindi adottando una prospettiva di marketing più che di cultura del diritto (e non voglio tornare a parlare della polemica per l’apertura dei negozi il primo maggio), arrivo a concludere sostenendo le stesse posizioni di coloro che, senza tanti arzigogoli, pensano che il lavoro vada rispettato e difeso sempre e comunque.


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