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Published on Novembre 24th, 2009 | by Nidil_Firenze

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Dichiarazione di Fulvio Fammoni e Filomena Trizio sui contributi ai parasubordinati

codice1Giovedì, 19 Novembre, 2009

“A cosa serve l’innalzamento dei contributi per i parasubordinati di cui parla il ministro Sacconi?” È quanto si chiedono Fulvio Fammoni, segretario confederale CGIL, e Filomena Trizio, segretaria generale NIdiL CGIL. “Si dice – proseguono – per ammortizzatori sociali, che quindi si ammette che mancano o non funzionano”. Ripercorrendo la vicenda, Fammoni e Trizio spiegano che “con la legge Finanziaria 2009, di fronte all’apparire della crisi il governo prevede un meccanismo biennale una tantum del 20% prima e 10% poi del salario annuo che ricordiamo in media è di poco superiore agli 8.000 euro per i monocommittenti”.

“E’ passato ormai l’intero 2009 – continuano – molti collaboratori a giugno sono rimasti a casa, ma quasi nessuno ha potuto godere di questo meccanismo perché le barriere di accesso previste erano impossibili da raggiungere, come la CGIL aveva detto, e i 200 milioni di euro stanziati non sono stati spesi. Bisognerà valutare norme per il futuro che distinguano fra le vere collaborazioni e l’amplissima platea di lavoro dipendente mascherato, ma in via transitoria bisogna cambiare la norma e riutilizzare i residui del 2009 e gli stanziamenti previsti per il 2010”.

“Cosa propone adesso il ministro? Non è dato saperlo, se non per anticipazioni di stampa, visto che non risponde ad una richiesta di incontro con CGIL, CISL e UIL – aggiungono i due sindacalisti – Si parla di percentuali più alte rispetto all’irrisorio 10% previsto per il 2010, ma comunque più basse della disoccupazione con requisiti ridotti (35%), mentre non è dato sapere cosa si vuol fare per i requisiti di accesso, tutti da rivedere, e per una platea da allargare alle figure oggi escluse (allo stato sono previste le sole collaborazioni a progetto). Come? Con un meccanismo di innalzamento dei contributi dell’1,2% che o farà pagare direttamente alle persone queste prestazioni o, a seconda della platea, potrebbe perfino produrre più di quanto si vuole ridistribuire


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