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Published on Settembre 22nd, 2009 | by Nidil_Firenze

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Cosa sta accadendo nel mercato del lavoro?

generaleSiamo ormai ad un anno da quando i primi segnali della crisi economica che ha investito il mondo intero hanno cominciato a manifestarsi nel nostro paese.

Le conseguenze immediate sul mercato del lavoro sono state da una parte la perdita del lavoro da parte dei tanti lavoratori che avevano un contratto precario, dall’altra è l’aumento sostanziale del ricorso alla cassa integrazione che in un lasso di tempo molto breve è addirittura triplicato.

La maggior parte dei lavoratori precari che hanno perso il lavoro non ha ammortizzatori sociali ed anche gli strumenti messi in atto dal Governo, quali l’indennità una tantum ai CO.CO.PRO e la cassa integrazione in deroga per i lavoratori a termine (anche interinali) sono rimasti sulla carta.

Dal recente rapporto di Ebitemp (ente bilaterale del lavoro interinale) risulta che in un anno i lavoratori occupati con contratti di somministrazione sono calati del 33% e le giornate retribuite in questo settore si sono ridotte del 41,8%.

Il lavoro a tempo determinato è calato alla fine del primo trimestre 2009 del 7%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sempre nello stesso periodo abbiamo 107.000 contratti di collaborazione e 163.000 rapporti di lavoro autonomo in meno.Più complessivamente l’occupazione è calata dello 0,9% e la disoccupazione aumenta del 6,3%. Allo stesso tempo aumentano le persone inattive, cioè coloro che un lavoro non lo cercano più.

Questo è il quadro che emerge dalla lettura dei dati.E necessario andare oltre i dati statistici e cercare di capire che cosa sta succedendo realmente nel mercato del lavoro. Sicuramente siamo di fronte ad un aumento della disoccupazione. In questi mesi termineranno le indennità di disoccupazione dei lavoratori che hanno perso il lavoro nell’ultimo trimestre del 2008 e per questi si porrà un problema di totale assenza di reddito. A questi si affiancheranno quei lavoratori che terminano il periodo di cassa integrazione, le cui aziende non sono in grado di riprendere il lavoro.

Il rischio di gravi tensioni sociali è evidente.

Dalle notizie in nostro possesso assistiamo ad uno slittamento delle condizioni contrattuali dei lavoratori verso tipologie di rapporto sempre più precarie: aumenta il lavoro occasionale e soprattutto aumenta il lavoro nero.

Rischiamo di trovarci alla fine della crisi con un mercato del lavoro ancora più frammentato di quello che avevamo prima, con precariato e lavoro nero in aumento.

Tutto ciò mina in modo profondo le possibilità di ripresa considerando l’evidente calo di redditi che queste modalità di lavoro determinano.


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